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Il fantasma di Campiello del Remer

Nei pressi del Ponte di Rialto, e più precisamente in Campiello del Remer, che si affaccia sulla del Canal Grande nei pressi del Ponte di Rialto vi potrebbe capitare di assistere ad un’agghiacciante visione: il corpo di Fosco Loredan che affiora dall’acqua con la testa di sua moglie Elena tra le mani, che lui stesso mozzò in un impeto di gelosia.

Il nobile Fosco Loredan era geloso della bella Elena, una delle figlie del fratello del doge Marino Grimani. Una sera il doge, passando da quelle parti, sentì una donna gridare dalla paura inseguita da un uomo con la spada sguainata. Il doge subito li rincorse trovandoli proprio in campiello del Remèr. Il doge non fece neanche a tempo di girarsi che Fosco mozzò la testa alla moglie. Marino Grimani furibondo si frenò di fare la stessa cosa sull’assassino che lo implorava di lasciarlo in vita e ordinò di far decidere al Papa il suo destino. E così fece, si allontanò e andò a Roma. Dopo cinque mesi il Papa non lo volle neanche ricevere. Fece ritorno a Venezia, andò in campiello del Remèr e là, nel Canal Grande, si lasciò annegare.

Il pizzo di Burano

“Una delle più famose leggende di Burano narra che un antico pescatore promesso alle nozze, mentre stava pescando al di fuori della laguna, nel mare orientale, resistette ad una sirena che ha cercato di sedurlo con il suo canto. Così ricevette un regalo dalla Regina delle Sirene, incantata dalla fedeltà dell’uomo: la sirena batté il lato della barca dalla sua altezza, creando una schiuma da cui uscì un velo da sposa e tornando a casa il giorno del matrimonio lo donò alla sua fidanzata. Ammirato e invidiato da tutte le ragazze dell’isola, si iniziò a imitare il pizzo del velo da sposa impiegando aghi e filo sempre più sottili, sperando di crearne uno ancora più bello per i loro abiti da sposa”

Burano si vanta come il più antico centro di pizzo ricamato con ago. Oggi molti dei lavori di pizzo di Burano sono esposti nel Museo del Merletto, nella piazzetta di Burano. Il pizzo è una parte importante dell’isola tanto che il nome di una famosa lavoratrice di merletti, Cencia Scarpariola, è diventato il nome di una via.

Il pizzo è creato in 5 passaggi, ognuno eseguito da persone diverse. Nel 1900, a Burano il pizzo è ricamato da meno persone rispetto al 1500, perché molte giovani donne andavano a lavorare nelle sartorie Murano o Venezia. Le donne che lo facevano, però, iniziavano molto presto, dal momento che non frequentano la scuola e trascorrevano tutto il tempo con le loro madri che insegnavano loro come produrlo. A 12-13 anni cominciavano ad andare a scuola presso la Scuola dei Merletti, gestito da suore.

C’è anche un Museo del Merletto a Burano che mostra pezzi unici di pizzo di Burano.